L'Isola di Montecristo è un'isola situata nel Mar Tirreno e facente parte dell'Arcipelago Toscano. Amministrativamente è inclusa nel comune di Portoferraio e quindi della provincia di Livorno. Costituisce una Riserva Naturale Statale Integrale e fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Montecristo si trova a sud dell'Isola d'Elba e a ovest dell'Isola del Giglio e del Monte Argentario ed è l'isola più meridionale della provincia di Livorno.
L'isola è prevalentemente montuosa con diverse sporgenze rocciose a picco sul mare ed è costituita quasi esclusivamente da granito.
L'isola è stata sempre disabitata e oggi vi vivono, alternandosi di settimana in settimana, solo alcuni agenti del Corpo Forestale dello Stato. Le condizioni che ne hanno impedito il popolamento, hanno favorito il prosperare della flora e della fauna. In particolare a Montecristo, vivono specie animali e vegetali, un tempo diffuse in tutto il Mar Mediterraneo e che oggi resistono solo qui come la vipera di Montecristo (una varietà esclusiva dell'isola), il discoglosso sardo, un anfibio presente solo nell'isola e in Sardegna. L'isola è inoltre, luogo privilegiato di sosta per migliaia di uccelli migratori. L'ambiente marino, poi è ricchissimo: vi sono praterie di posidonia, anemoni marini, gorgonie e coralli, il pesce luna e la foca monaca.
Anche l'isola di Montecristo, come tutte le isole dell'arcipelago, presenta un clima mite, costantemente ventilato e molto soleggiato con scarsissime precipitazioni (valori medi annui nettamente inferiori ai 500 mm), caratterizzato da inverni mai troppo freddi ed estati con caldo moderato ma afoso.
L'isola è la più solitaria e selvaggia delle isole toscane. I tentativi di popolamento risalgono agli Etruschi e sono proseguiti fino ai giorni nostri, quando dopo l'Unità d'Italia si tentò di insediarvi una colonia penale, ma sono tutti falliti a causa della lontananza dalla terraferma, dell'isolamento, dell'asperità del suolo, delle difficoltà d'accesso. Queste condizioni proibitive hanno alimentato nei secoli, il fiorire di numerose leggende misteriose, legate ad esempio alla presenza di fantasmi nell'isola che ne impedirebbero la sopravvivenza degli uomini o di questo luogo come rifugio dei tesori dei pirati saraceni. Nell'isola è stato ambientato il celebre romanzo (da cui sono stati tratti numerosi film) Il Conte di Montecristo dello scrittore francese Alexander Dumas.
Per visitare l'isola è necessario chiedere un permesso al Ministero dell'Ambiente o al Corpo Forestale di Follonica che da qualche anno li concede anche per motivi turistici mentre prima era riservati agli studiosi. Sono proibiti comunque il pernottamento e il camping e le visite non possono durare più di sei ore. Il collegamento avviene tramite barche prenotate appositamente i cui dati devono essere segnalati al Corpo Forestale e che giungono solo a Cala Maestra, l'unico punto d'approdo, con fondali sabbiosi; nei pressi della Cala sorge l'ottocentesca Villa Reale, con un interessante orto botanico e un piccolo museo di storia naturale.
L'isola, dal 1996, fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano,è il più grande parco marino del Mediterraneo, appartiene al Comune di Portoferraio. Dista 45 km. dall'Elba e 63 dall'Argentario, ha uno sviluppo costiero di 16 km. L'accesso all'Isola è regolamentato ed è gestito dal Comando del Corpo Forestale dello Stato di Follonica. Da lontano l'Isola appare come un grosso "scoglio" granitico, è percorsa da una piccola catena montuosa che ha tre vette principali: il Monte della Fortezza (645 m), la Cima del Colle Fondo (621 m) e la Coma dei Lecci (563 m). Le coste scendono a picco sul mare e l'unico approdo è possibile a Cala Maestra alla fine di una vallata stretta e alberata dove si trova l'unica costruzione dell'isola, la ex villa Reale. Il clima a Montecristo è, in inverno mite ed abbastanza piovoso, in estate moderatamente caldo e piuttosto secco.
Montecristo oggi
Dal 1988 è stata istituita una zona di tutela biologica intorno all’isola per una estensione di mille metri dalla costa, il limite di accesso è di 1000 visitatori l'anno che vengono guidati nei due percorsi dell'isola da personale del Corpo Forestale dello stato.
La visita
L'isola è abitata solamente dal custode Goffredo e la moglie, nei mesi estivi anche due guardie forestali si altenano nella sorveglianza. Difficile spiegare l'atmosfera che si respira, trasmettere le sensazioni e il fascino che si ha nell'arrivare a Montecristo. Tutto sembra irreale e il silenzio regna nell'isola. I due percorsi presenti nell'Isola ci consentono di arrivare ai resti del convento (m. 340 m.s.l.) dedicato a San Mamiliano costruito dai monaci benedettini nel VII secolo, ( 1 ora e 10' da cala Maestra) e poi proseguire fino alla Grotta del Santo (m. 240 s.l.m., 40 minuti dal monastero) luogo di meditazione con alcuni ex-voto