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Matera
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Baba & Babina

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Una delle città che prima o poi dobbiamo assolutamente vedere...

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Baba & Babina

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Ed eccoci! Finalmente ci siamo andati e possiamo fare la descrizione dettagliata:

Scheda di Matera

Stato: Italia
Regione: Basilicata
Provincia: Matera
Coordinate: 40°40′0″N 16°36′0″E / 40.66667, 16.6
Altitudine: 401 m s.l.m.
Superficie: 387,40 km²
Abitanti: 60.053 31 (aggiornato al giorno 08-2007)
Densità: 154,2 ab./km²
Frazioni: La Martella, Venusio, Picciano A, Picciano B
Comuni contigui: Altamura (BA), Ginosa (TA), Gravina in Puglia (BA), Grottole, Laterza (TA), Miglionico, Montescaglioso, Santeramo in Colle (BA)
CAP: 75100
Pref. tel: 0835
Codice ISTAT: 077014
Codice catasto: F052
Nome abitanti: materani
Santo patrono: Madonna della Bruna, S.Eustachio
Giorno festivo: 2 luglio


Matera (in dialetto materano Matàhr), città UNESCO nota in tutto il mondo per gli storici rioni "Sassi", è un comune di 60.053 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e seconda città della Basilicata. Matera è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni durante la seconda guerra mondiale.

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Il Duomo di Matera (vista di tre quarti e con impalcature)

Geografia

La città si trova nella parte orientale della Basilicata, al confine con la Puglia. Sorge proprio al confine tra l'altopiano delle Murge ad est, e la fossa Bradanica ad ovest, solcata dal fiume Bradano. Il torrente Gravina scorre nella profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni della città: "Sasso Barisano" e "Sasso Caveoso". Sull'altra sponda c'è la Murgia, protetta dal Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, più semplicemente detto Parco della Murgia Materana.

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Carriola in una piazza

Gli antichi rioni chiamati "Sassi", assieme con le cisterne ed i sistemi di raccolta delle acque, sono la caratteristica peculiare di Matera. Si tratta di originali ed antichi aggregati di case scavate nel tufo, a ridosso di un profondo burrone, la "Gravina". Alla fine del 1993 l'UNESCO ha dichiarato i rioni Sassi "Patrimonio Mondiale dell'Umanità".

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Chiesa del purgatorio nuovo

Collegamenti

Distanze dalle principali località

Potenza --> Km 100;
Bari --> Km 66;
Taranto --> Km 70;
Napoli --> Km 252;
Reggio Calabria --> Km 392;
Roma --> Km 463;

Altre distanze

Montescaglioso --> Km 15;
Ginosa --> Km 26;
Metaponto --> Km 50;
Ferrandina scalo --> Km 30;

In treno

La città non è ancora raggiunta dal sistema ferroviario nazionale, nonostante i progetti di un collegamento FF.SS. risalgano al lontano 1906. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Ferrandina Scalo (30 km) e di Bari (66 km): dalla prima stazione è possibile raggiungere Matera in autobus, mentre da Bari è possibile arrivarci sia in autobus che con una linea ferroviaria a scartamento ridotto gestita dalla FAL (Ferrovie appulo-lucane). L'attuale Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro ha inserito nel progetto di finanziamento per le infrastrutture prioritarie per l'Italia, la tratta ferroviaria "Ferrandina-Matera La Martella" che permetterà di collegare la città di Matera con Napoli attraverso la linea Battipaglia-Potenza-Metaponto. L’attivazione della linea, i cui costi sono interamente coperti da finanziamento, è prevista entro il 2009, essendo in corso l’espletamento delle procedure di gara per la sistemazione della galleria di Miglionico e l’attrezzaggio tecnologico della tratta.

In Autobus

Le autolinee Marino collegano Matera a Milano, Ancona, Bologna, Chianciano, Fiuggi, Napoli, Novara, Parma, Reggio Emilia, Sassuolo ed Urbino, oltre che a numerose città straniere. Le autolinee Marozzi e Liscio collegano la città a Roma, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena con due corse diurne ed una notturna.

In auto

Costa adriatica: percorrere l'Autostrada A14 Bologna-Taranto fino all'uscita di Bari Nord, quindi seguire le indicazioni Altamura-Matera, sulla Strada Statale 99.

Costa tirrenica: immettersi sulla Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria fino all'uscita di Sicignano degli Alburni quindi proseguire per Potenza, successivamente per Metaponto lungo la Strada Statale 407 Basentana fino alle indicazioni per Matera. Con l'apertura parziale della Strada Statale 655 Bradanica un'alternativa valida è quella di uscire dalla Autostrada A16 Napoli-Canosa al casello di Candela e proseguire sulla Bradanica.

Costa jonica: procedere sulla Strada Statale 106 Jonica in direzione Metaponto, quindi seguire le indicazioni per Matera sulla Strada Statale 175 della Valle del Bradano.

In aereo

Aeroporto di Bari-Palese (circa 60 Km.)

Storia

Matera è città antichissima, il cui territorio testimonia insediamenti continui sin dall'età paleolitica. Infatti nelle grotte sparse lungo le Gravine materane sono stati ritrovati diversi oggetti risalenti a quell'epoca, testimonianti la presenza di gruppi di cacciatori. Nel periodo Neolitico gli insediamenti diventarono più stabili, tanto che sono presenti tracce evidenti di diversi villaggi trincerati. Con le Età dei metalli nacque il primo nucleo urbano, quello dell'attuale Civita, sulla sponda destra della Gravina.

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Chiesa di san Rocco

La città sembra essere stata anticamente chiamata Mataia ole dai Greci, che deriva da Mataio olos, il cui significato è "tutto vacuo", con riferimento alla Gravina, fossa attraversata da torrenti; ulteriore ipotesi è che il nome derivi da Mata (cumulo di rocce), radice utilizzata per diversi nomi geografici; altri sostengono che il nome derivi dalle iniziali di Metaponto ed Heraclea, avendo accolto profughi delle due città dopo la loro distruzione; infine Mateola, nome antico della città, potrebbe derivare dal consolato romano di Quinto Cecilio Metello.

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Chiesa di santa Chiara

Nel periodo della Magna Grecia Matera ebbe stretti rapporti con le colonie situate sulla costa metapontina, e successivamente in età romana fu solo centro di passaggio ed approvvigionamento. Nel 664 d.C. Matera passò sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Benevento. I secoli IX e X furono caratterizzati da aspre lotte fra gli stessi Longobardi, i Saraceni ed i Bizantini, che tentarono più volte di impadronirsi del territorio, e la città fu distrutta dalle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, proprio nel tentativo di cacciare i Saraceni.

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Chiesa di santa Lucia

Nel frattempo, a partire dall'VIII secolo, il territorio materano fu teatro di una notevole immigrazione di monaci benedettini e bizantini, che si stabilirono lungo le grotte della Gravina trasformandole in Chiese rupestri. Dopo l'insediamento dei Normanni avvenuto nel 1043 la città conobbe un periodo di pace. Nei secoli seguenti, fra carestie e terremoti, Matera fu a lungo città Regia, in quanto si liberava dal dominio feudale riscattandosi più volte, ma sotto gli Aragonesi la città fu ceduta al Conte Tramontano, che nel 1514 venne ucciso dalla popolazione oppressa dalle tasse. Nel 1663, in epoca spagnola, Matera uscì dalla provincia pugliese di Terra d'Otranto, di cui fino ad allora era parte integrante, diventando capoluogo della Basilicata. Tale titolo le rimase fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì le competenze a Potenza. Nel 1927 la città divenne capoluogo di provincia.

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Madonna de Idris

Matera fu la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti e per questo insignita della Medaglia d'argento al valor militare. Il 21 settembre 1943 il popolo materano insorse contro l'oppressione esercitata dall'occupazione nazista. Dieci persone trovarono la morte a seguito dei mitragliamenti tedeschi in ritirata. La giornata raggiunse il suo culmine con la feroce rappresaglia nazista che costò la vita ad altri 11 materani fatti saltare in aria nel "palazzo della milizia". Nel 1948 nacque la questione dei Sassi di Matera, sollevata da Palmiro Togliatti prima, e da Alcide De Gasperi dopo. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali che svilupparono la città nuova nella quale confluirono i 15.000 abitanti dei Sassi. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero degli antichi rioni materani, ormai degradati da oltre trent'anni di abbandono. Nel 1993 infine i Sassi di Matera furono dichiarati dall'UNESCO Patrimonio mondiale dell'umanità.


Stemma

Il sito Comuni Italiani descrive lo stemma della città in questo modo: "D'azzurro al bue fermo d'argento con tre spighe in bocca e sulle corna una corona gigliata, sormontata in capo dalla lettera M, il tutto d'oro. Motto: Bos Lassus firmius figit pedem." Il motto latino Bos Lassus Firmius Figit Pedem si può tradurre con: "il bue stanco affonda la zampa più fermamente"

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Mater domini

I sassi

Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita. Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per millenni, permettendole di passare pressoché indenne attraverso secoli di storia.

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I sassi di Matera

La scelta di questo sito, sebbene abbia garantito una estrema sicurezza all'abitato, ha comportato ai suoi abitanti enormi difficoltà nell'approvvigionamento delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme banco calcarenitico a circa 150 metri dal livello del torrente, mentre le colline d'argilla che li circondano ad ovest risultano essere troppo lontane, per una città che "costruita nell'ottica dell'assedio", doveva garantirsi l'autonomia al suo interno.

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I sassi di Matera, patrimonio UNESCO

Sin dai primi giorni quindi, i suoi abitanti concentrarono le loro energie, non tanto sulla costruzione delle case, quanto sullo scavo di cisterne e palombari e dei relativi sistemi di canalizzazione delle acque.

Vista in quest'ottica Matera risulta essere uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo. Una breve analisi dei sistemi insediativi costruiti intorno all'acqua, ci mostra come di fatto tutte le civiltà e le tradizioni costruttive più antiche del mondo, abbiano numerosi punti in comune, sebbene secoli e chilometri le vedano come elementi distinti.

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I sassi di Matera visti dal Duomo

Ad un occhio attento, strutture apparentemente semplici e rudimentali, si rivelano come dei prodigi di efficienza tecnica. Le umili tecniche arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano un fascino ed un valore un tempo inimmaginabile. I "trogloditi" che scavano canali e cisterne, costruiscono giardini pensili, ed attorno agli spazi collettivi, oggi chiamati vicinati condividono le proprie risorse, appaiono d'un tratto degli esseri geniali. Ma il bello è che tutto questo è ancora presente e vivo, sotto i nostri occhi in una città, Matera, che ha del magico.

Edited by Babina O'Riley - 6/9/2008, 19:08
 
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Baba & Babina

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 27/11/2009, 23:36


Principali luoghi d'interesse

La Cattedrale: in stile romanico pugliese, fu costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi. La facciata è dominata dal rosone a sedici raggi e sul lato posteriore sinistro vi è il campanile, alto 52 metri. All'interno sono da notare un affresco bizantino della Madonna della Bruna, Protettrice della città, il coro ligneo situato nell'abside, ed il Presepe realizzato dallo scultore Altobello Persio nel 1534.

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Il Duomo di Matera

La Chiesa di San Giovanni Battista: costruita nel 1233, anch'essa in stile romanico.

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Chiesa di san Giovanni Battista

La Chiesa di San Francesco d'Assisi: ricostruita quasi completamente nel 1670 in stile barocco. Al suo interno vi è l'antica cripta dei Santi Pietro e Paolo.

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Chiesa di san Francesco di Assisi

Le Chiese rupestri: nella città e lungo le Gravine del Parco della Murgia Materana si contano circa 150 chiesette scavate nella roccia. Tra le più importanti vi sono S. Lucia alle Malve, il Convicinio di S. Antonio, S. Barbara, la Madonna delle Virtù, tutte nei Sassi. All'esterno della città, in aperta campagna, vi è la Cripta del Peccato Originale, recentemente restaurata, con uno straordinario ciclo pittorico di affreschi che coprono le pareti di sinistra e di fondo.

Gli ipogei di piazza Vittorio Veneto: situati sotto la piazza principale della città e tornati alla luce da pochi anni, contengono oltre a numerosi ambienti ipogei anche un'antica cisterna, detta il Palombaro lungo, ed una torre facente parte delle mura a ridosso del Castello Tramontano.

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Ipogei e monumento ai caduti in piazza Vittorio Veneto

Il Castello Tramontano: in stile aragonese, con tre torri, rimase incompiuto per l'uccisione del conte Tramontano da parte della popolazione nel 1514.

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Castello Tramontano

Il Palazzo Lanfranchi, monumento seicentesco fatto costruire da Frate Francesco da Copertino per ordine del Vescovo Vincenzo Lanfranchi tra il 1668 e il 1672. Ivi sono esposti dipinti di alcuni importanti artisti come Carlo Levi, Camillo D'Errico, Abraham Brueghel, Giovanni Battista Ruoppolo e Mattia Preti.

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Palazzo Lanfranchi

Il Convento di Sant'Agostino, monumento nazionale italiano, situato nel Sasso Barisano e sorto nel 1593, insieme all'omonima Chiesa, sull'antica cripta rupestre di San Giuliano risalente al XII secolo (sinora descritta come cripta di San Guglielmo a causa di un errore storico).

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Chiesa di sant'Agostino

Economia

Da sempre centro agricolo, famosa per la coltivazione dei cereali e la produzione della pasta, del pane (il pane di Matera IGP), dell'olio e del vino (i vini Matera DOC), Matera è diventata negli ultimi decenni il "polo del salotto". Questa definizione si deve ad una forte crescita industriale avvenuta durante gli anni ottanta - novanta che ha permesso lo sviluppo di molte aziende di produzione di arredi da soggiorno, prevalentemente divani. Tra le più famose aziende del settore spiccano i nomi di Natuzzi (Divani & Divani), Nicoletti e Calia. Il trend positivo della produzione degli ultimi anni novanta, è rallentato considerevolmente con la crescita dei mercati asiatici, oggi principali concorrenti e luoghi in cui gli stessi imprenditori materani del salotto stanno spostando le loro attività attraverso una operazione di delocalizzazione. Il trend negativo dell'economia materana è aumentato con la chiusura definitiva del pastificio Barilla nel 2006. Questo processo è stato accelerato soprattutto dalla mancanza di arterie autostradali e dall'assenza della ferrovia di stato (Matera è l'unico capoluogo di provincia d'Italia ad esserne privo), ostacolando così le attività produttive e di distribuzione non solo della Barilla, ma delle altre piccole medie imprese del materano e del circondario. In crescita è invece il settore turistico, grazie alle numerose attrattive della città e della sua provincia.

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Modellino dei sassi trovato in un negozio

La città moderna

La città, che fino ai primi anni cinquanta era equamente divisa tra i Sassi ed il piano, cioè la dorsale corrispondente all'attuale centro cittadino che corre lungo tutto il ciglio dei Sassi, a partire dal 1952, anno in cui fu approvata la legge di sfollamento dei Sassi, cominciò ad espandersi nei nuovi quartieri.

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Fontana Monumentale

Gli anni cinquanta

I primi quartieri della nuova città avevano come principali caratteristiche ampi spazi verdi comuni ed edifici di pochi piani, per cercare di riprodurre il più possibile i modelli di vita sociale dei Sassi; in quegli anni grandi nomi dell'architettura italiana si concentrarono sulla città di Matera, che divenne un vero e proprio laboratorio. Nacquero così Serra Venerdì, il primo complesso sorto dopo la legge speciale, ed il rione Platani, entrambi progettati dall'arch. Luigi Piccinato, autore tra l'altro del primo Piano Regolatore della città; il borgo rurale di La Martella, staccato dalla città, progettato dall'arch. Ludovico Quaroni; il rione Spine Bianche, opera di grande rilevanza architettonica della corrente Neorealista del Razionalismo italiano, interamente in cotto, con la parrocchia ed i servizi al centro del quartiere, progettato dall'arch. Carlo Aymonino; il rione Villalongo, sorto per iniziativa dell'INA-Casa; il rione Lanera, in posizione elevata su una delle colline più alte della città, progettato dall'ing. Marcello Fabbri e dall'arch. Coppa; ed infine, nella zona a sud, il rione Agna, nato inizialmente come borgo rurale poi congiuntosi al resto della città, con case ad un piano circondate da terreni coltivabili, progettato dal Genio civile.

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Piazza del sedile, il coservatorio

Dagli anni settanta cominciarono invece a svilupparsi due popolosi quartieri nell'area nord della città, Serra Rifusa e San Giacomo, mentre le colline a ridosso del centro città, come la collina del Castello, quella di Caropreso ed il rione Pini, diventarono zone residenziali, ed anche l'area sud vide il rione Agna espandersi ulteriormente nelle contrade circostanti.

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San Francesco da Paola

Gli anni novanta

Alla precedente linea evolutiva regolare dell'urbanistica della città, a partire dagli anni novanta è seguita invece una dinamica più disordinata dando vita a nuove zone edificate caratterizzate da edifici sproporzionati in altezza. A questa situazione si è aggiunta: una riduzione degli spazi verdi, una riduzione della dimensione delle carreggiate stradali, una frequente assenza di completamento delle opere di urbanizzazione. Così, mentre la città continuava ad espandersi ai due estremi opposti con le nuove zone di Matera 2000, Aquarium ed Agna Le Piane, nascevano anche i due principali esempi di tale urbanizzazione proiettata verso l'alto, il Centro direzionale e la Zona 33 di Via La Martella. Al centro di quest'ultima vi è il cosiddetto Grattacielo di Via La Martella, un palazzo di 14 piani (più due sotterranei), identificato con il nome di "Grattacielo" dagli abitanti di Matera essendo il più alto della città. Il palazzo si trova a 340 m s.l.m. ed è un simbolo della fagocitazione della città nuova a discapito degli agri rurali che giungevano fin dentro la città stessa.

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San Pietro Barisano

Dove oggi sorge il grattacielo esisteva la Cripta rupestre di San Giacomo, importante a tal punto da dare il nome all'intero quartiere e toponimo anche sulle carte storiche dell'IGM. La Cripta venne distrutta in modo sconsiderato a colpi di ruspa nel 1998 dopo che la Soprintendenza dei Beni Culturali l'aveva inopinatamente ritenuta di non rilevanza storica, e sulle sue macerie nacque il grattacielo.

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San Pietro Caveoso

Dall'episodio della distruzione della cripta rupestre sino all'avvio dei lavori di realizzazione del grattacielo passarono alcuni anni necessari a modificare il regime urbanistico dell'area e ad accrescere smisuratamente il valore dei suoli. L'edificio avrebbe dovuto avere destinazione mista pubblico-privata ma in effetti sono stati realizzati solo appartamenti destinati alla vendita a privati. La costruzione dell'edificio iniziò nel 2005 e terminò 8 mesi dopo. La costruzione, una volta completata ricevette numerose domande e in pochi mesi venne del tutto abitata e occupata dai cittadini materani in cerca di appartamenti. Oggi alcune zone del grattacielo (soprattutto pianterreno) sono vuote o sotto ridefinizione. Nei mesi successivi è stato costruito anche il palazzo 122 con struttura molto simile al Grattacielo di Matera. Nel frattempo tuttavia in tutta la zona attorno al grattacielo sono assenti ancora le opere di urbanizzazione.

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Torre di san Pietro Barisano

foto a cura di : Lady Babina e Baba O'Riley

info prese da: http://it.wikipedia.org/wiki/Matera

Edited by Babina O'Riley - 6/9/2008, 19:12
 
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